Ancora una volta, in occasione di ogni cambio di appalto presso l’Aeroporto di Bologna, il prezzo dell’efficienza e dei profitti aziendali viene fatto pagare alle lavoratrici e ai lavoratori. È una dinamica che si ripete da anni: aziende che subentrano nella gestione di servizi essenziali proponendo condizioni peggiorative, erodendo quote di salario e diritti conquistati nel tempo.
L’ultimo capitolo di questa lunga storia indegna riguarda l’appalto delle pulizie affidato a La Lucente S.p.A. Si tratta di un’attività che incide direttamente sull’immagine dell’aeroporto e rappresenta il primo biglietto da visita per chi arriva in città. Decoro, pulizia e igiene sono elementi essenziali per la qualità di un’infrastruttura che accoglie ogni giorno migliaia di persone e per la tutela della salute pubblica.
Dietro questo servizio essenziale, però, si nasconde una realtà fatta troppo spesso di appalti al ribasso, frammentazione del lavoro, bassi salari, ritmi di lavoro sempre più intensi in un contesto che rende sempre più invisibile il contributo fondamentale di chi ogni giorno garantisce la pulizia dell’aeroporto. Un lavoro che si nota soprattutto quando non viene fatto, ma che troppo spesso non viene riconosciuto nella sua essenziale utilità.
Eppure, mentre l’aeroporto di Bologna continua a registrare numeri record in termini passeggeri e risultati economici, le lavoratrici e i lavoratori che garantiscono la pulizia dello scalo si trovano ancora una volta a fare i conti con un impoverimento delle proprie condizioni economiche e di lavoro.
Tra le principali criticità denunciate da FILCAMS CGIL Bologna e UILTRASPORTI Emilia-Romagna vi è l’azzeramento delle maggiorazioni domenicali del 50%, che sta determinando una riduzione della retribuzione anche superiore ai 150 euro mensili.
Si ripetono, poi, errori nei cedolini e trattenute indebite, elementi che rendono sempre più difficile per le lavoratrici e i lavoratori avere certezza della situazione retributiva.
Va aggiunto che La Lucente ha riconosciuto solo ad alcuni lavoratori il parcheggio gratuito e un buono pasto da 5 euro giornaliero, creando una forte disparità tra i dipendenti impiegati nello stesso cantiere e il rischio di una guerra tra poveri, che le Organizzazioni Sindacali contrasteranno con ogni mezzo.
Su questi lavoratori a basso reddito, incidono anche i costi sempre più elevati che i dipendenti devono sostenere per raggiungere il sito aeroportuale, come le spese di carburante ed il parcheggio, che arrivano fino a 250 euro all’anno.
Come se non bastasse, le Organizzazioni Sindacali denunciano azioni e comunicazioni aziendali che tenderebbero a limitare l’esercizio del diritto di assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori.
«È inaccettabile che in uno scalo internazionale si continui a permettere che le aziende vincitrici degli appalti creino profitto comprimendo salari e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori – dichiarano Daniela Dessì e Mirko Fabbretti, delle Segreterie Territoriali di FILCAMS CGIL Bologna e UILTRASPORTI Emilia-Romagna. -. La pulizia e il decoro dell’aeroporto non possono essere garantiti facendo ricadere il costo dell’organizzazione del servizio sulla sofferenza economica di chi lavora ogni giorno all’interno dello scalo.
Non è accettabile che, mentre aumentano passeggeri e attività, a diminuire siano i salari e le tutele di chi rende possibile il funzionamento dell’aeroporto. E non è accettabile, infine, che alla maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori non venga garantito un buono pasto, nonostante all’interno dello scalo sia presente una mensa». E ancora: «Così come non è accettabile che questi lavoratori risultino essenziali solo quando bisogna lustrare la patina dell’accoglienza aeroportuale, e mai quando si tratta di redistribuire la ricchezza che loro contribuiscono a produrre», concludono i sindacalisti.
Per queste ragioni, FILCAMS CGIL Bologna e UILTRASPORTI Emilia-Romagna, insieme alle RSA, hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale di La Lucente S.p.A. impiegato presso l’Aeroporto di Bologna, accompagnato dalla proclamazione di un pacchetto di 40 ore di sciopero per tutto il personale dell’appalto
Le Organizzazioni Sindacali chiedono, infine, a tutte le istituzioni e a tutte le parti coinvolte di assumersi fino in fondo le responsabilità inerenti al loro ruolo e di essere coerenti con quanto spesso dichiarato in tema di tutela della forza lavoro.
La ricchezza prodotta dall’Aeroporto di Bologna va redistribuita equamente tra tutti coloro che concorrono a generarla, e i suoi utili non devono essere garantiti dallo sfruttamento delle persone!
Dietro ogni record ci sono persone, lavoro e professionalità: è da qui che bisogna ripartire per costruire un aeroporto davvero all’altezza del ruolo che ricopre.
Segreterie Territoriali
FILCAMS CGIL Bologna Dessì Daniela 3471115567
UILTRASPORTI Emilia-Romagna Mirko Fabbretti 3207434944

