CGIL, CISL, UIL dell’Emilia Romagna condividono le preoccupazioni espresse da CGIL, CISL, UIL Nazionali in merito all’impianto dello schema di decreto per il recepimento delle direttive UE in materia di organismi di parità e contrasto alle discriminazioni sul lavoro e sostengono le richieste di modifica della bozza come esplicitate dal comunicato unitario che si allega integralmente.
Organismi di Parità: bene il recepimento delle Direttive UE, ma il presidio territoriale sia salvaguardato e potenziato
CGIL CISL UIL esprimono forte perplessità sullo schema di decreto legislativo per il recepimento delle Direttive europee in materia di organismi di parità e contrasto alle discriminazioni sul lavoro.
Se da un lato accolgono con favore l’impegno del Governo nell’adeguare l’ordinamento italiano agli standard europei, che richiedono indipendenza e spazio d’azione di questi organismi, dall’altro esprimono grande preoccupazione per l’impianto dello schema di decreto che raffigura un nuovo Organismo nazionale par1colarmente accentrato nelle sue funzioni.
Il rischio concreto, stando alla bozza attuale, è che l’accentramento porti al superamento o all’indebolimento della figura delle Consigliere di Parità regionali e provinciali. Questi uffici rappresentano oggi l’unico presidio di prossimità per lavoratrici e lavoratori vittime di discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro. Eliminarli o depotenziarli significa allontanare da loro le tutele previste, rendendo i diritti solo formali e difficilmente esigibili.
Per il sindacato confederale, questa riforma non deve essere un’occasione di tagli o razionalizzazioni, ma una straordinaria opportunità per rilanciare e anzi potenziare il presidio territoriale.
Non possiamo lasciare alla discrezionalità del nuovo Organismo nazionale la semplice “possibilità” di dotarsi di articolazioni territoriali. La prossimità non può essere un’opzione facoltativa.
Per queste ragioni, CGIL, CISL e UIL chiedono formalmente di modificare lo schema di decreto prevedendo l’obbligatorietà di articolazioni territoriali permanenti e strutturate, garantendo la continuità e il rafforzamento dell’esperienza delle Consigliere di Parità integrandole in un sistema che ne valorizzi il ruolo di vigilanza e tutela contro le discriminazioni e di assistenza legale nei territori e assicurando risorse certe e personale dedicato per garantire l’effettiva operatività dei presidi di prossimità, in linea con lo spirito delle direttive europee.
Il contrasto alle discriminazioni è tanto più efficace quanto più è vicino ai luoghi dove il lavoro si svolge.

