Dichiarazione del segretraio generale UIL ER, Marcello Borghetti su Electrolux
«La vicenda Electrolux, esplosa ora in tutta la sua gravità, assume massima importanza anche in Emilia Romagna alla luce di probabili ricadute sullo stabilimento di Forlì e, più in generale, sulla filiera collegata. Solo nel territorio forlivese parliamo di quasi 400 lavoratrici e lavoratori senza calcolare le ricadute sull’indotto.
Quello presentato non appare come un vero piano industriale di rilancio, ma un ridimensionamento strutturale che scarica sui lavoratori il prezzo dell’incapacità di individuare strategie industriali e commerciali capaci di rafforzare la competitività del prodotto sul mercato.
Come Uil Emilia Romagna, vogliamo ribadire alcuni concetti sui quali occorre cambiare passo: basta con multinazionali che, troppo spesso, hanno beneficiato di incentivi pubblici per poi andarsene alla prima occasione. Siamo di fronte ad una riduzione occupazionale strutturale che tratteggia un’irresponsabilità sociale profonda che scarica ogni rischio di impresa su lavoratori e risorse pubbliche.
E’ inammissibile un piano che ipotizzi anche un solo esubero. Le persone non sono numeri. Scelte sbagliate e inaccettabili vanno rigettate in modo netto e fermo.
L’uscita di Electrolux sarebbe un fallimento anche della politica. Bene la solidarietà, ma occorrono sostegno e risultati reali.
La Uilm, insieme a Fiom e Fim, ha reagito subito, proclamando lo sciopero e chiedendo, con forza, un intervento del Governo per scongiurare una situazione che avrebbe effetti devastanti sul piano sociale e produttivo.
Come Uil Emilia Romagna, chiediamo che anche la nostra Regione si attivi subito, mettendo in campo ogni azione utile a sostegno della vertenza sindacale unitaria nei confronti della proprietà, delle associazioni di rappresentanza datoriale e a supporto dell’azione del Governo affinché si apra una vera prospettiva industriale e occupazionale e non una semplice gestione dei tagli.
Ci aspettiamo che, a stretto giro, arrivi una convocazione regionale che coinvolga il livello istituzionale, le nostre categorie sindacali dei metalmeccanici, le rispettive confederazioni e le controparti così da spedire un messaggio chiaro e, al contempo, tutelare in modo concreto tutta la base occupazionale e ogni singolo posto di lavoro, nonché tutta la filiera di Electrolux. Il lavoro, l’occupazione non si toccano: questo è il nostro messaggio alle controparti datoriali».

