Dichiarazione del segretario generale UIL ER, Marcello Borghetti su ordinanza anti-caldo
In occasione del Congresso regionale della UIL Emilia-Romagna ho voluto ribadire un concetto semplice: il caldo non aspetta i tempi della politica.
Leggiamo che la Regione considera un risultato aver anticipato di un mese l’ordinanza rispetto allo scorso anno. Per la UIL Emilia-Romagna, invece, l’ordinanza arriva comunque con un mese di ritardo e senza quel confronto preventivo che avrebbe dovuto portare alla definizione di un vero protocollo strutturale.
Non siamo più di fronte a un fenomeno eccezionale. Le ondate di calore si ripetono ormai ogni anno e dovrebbero essere affrontate già nei mesi invernali e primaverili, programmando misure di prevenzione e tutela per lavoratrici e lavoratori.
Ci auguriamo che l’ordinanza regionale, ormai prossima all’approvazione, rappresenti un punto di partenza e non di arrivo, e che apra finalmente una discussione seria sui temi che ancora oggi appaiono affrontati in modo insufficiente: dalla tutela dei rider fino alla protezione di chi opera negli ambienti di lavoro chiusi, dove il caldo rappresenta sempre più spesso un rischio concreto per la salute.
Sulla salute e sulla sicurezza delle persone non possono esistere esitazioni. Continuiamo a registrare posizioni di parte datoriale che sembrano considerare la tutela della salute come una variabile subordinata alle esigenze produttive. È una cultura che deve essere superata.
La salute e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori devono venire prima di tutto. Su questo non possono esserci rinvii, compromessi o indugi.

