Si è svolto il 2 luglio scorso in Regione Emilia-Romagna l’incontro richiesto dalle Segreterie regionali di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI sul futuro del sistema manutentivo dei rotabili ferroviari regionali, a partire dalla situazione delle Officine di Bologna e Rimini.
L’assenza di Trenitalia è un fatto grave e inaccettabile. Le Organizzazioni sindacali esprimono una ferma condanna nei confronti dell’azienda, che ha scelto di non presentarsi a un tavolo convocato dall’istituzione regionale su un tema che riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori, la tenuta industriale di due siti strategici e la qualità del servizio ferroviario per l’intera regione.
Un atteggiamento che si somma al silenzio e all’inerzia con cui, negli ultimi anni, Trenitalia ha gestito il dossier: impegni sottoscritti e mai rispettati a Rimini, investimenti promessi e mai realizzati, prospettive industriali per Bologna messe in discussione senza alcun confronto reale con chi rappresenta lavoratrici e lavoratori.
Non si tratta di un episodio isolato, ma della conferma di una strategia aziendale che punta a delocalizzare rogressivamente la manutenzione ciclica dei convogli fuori dalla regione, disperdendo competenze, know-how e occupazione costruiti in anni di lavoro e di lotta sindacale.
Apprezziamo, al contrario, la disponibilità dimostrata oggi dalla Regione Emilia-Romagna, che ha ascoltato con attenzione le ragioni del sindacato e condiviso la preoccupazione per un percorso che rischia di indebolire un patrimonio industriale e occupazionale costruito con ingenti investimenti pubblici sul rinnovo della flotta regionale.
Chiediamo però alla Regione di portare avanti gli impegni presi con l’accordo del 6 maggio 2022, confermato poi nel 2023 su: mantenimento livelli occupazionali, continuità produttiva nei siti di Rimini e Bologna, la manutenzione ciclica Rock e Pop di Trenitalia Tper. Un impegno che ci aspettiamo si traduca ora in iniziative concrete nei confronti di Trenitalia e
Trenitalia Tper.
La posizione delle Organizzazioni sindacali è chiara e non negoziabile: l’intera manutenzione dei treni regionali di Trenitalia Tper deve essere svolta in Emilia-Romagna, valorizzando pienamente sia l’Officina Manutenzione Ciclica di Bologna sia l’Officina di Rimini, in un sistema integrato e sinergico tra i due siti, come già proposto formalmente
dalle Segreterie regionali.
Bologna come polo per la manutenzione ciclica dei mezzi della flotta regionale, Rimini come sito di riconversione e supporto, anche con nuove lavorazioni e con investimenti che permettano lavorazioni su treni a composizione bloccata, mantenendo i livelli occupazionali come previsto dagli accordi sottoscritti: una scelta industriale razionale e sostenibile, resa possibile da investimenti mirati, anche sui capannoni già esistenti e oggi sottoutilizzati.
Chiediamo a Trenitalia di assumersi immediatamente le proprie responsabilità e a Trenitalia Tper di essere sensibile al tema e di privilegiare il sistema manutentivo regionale, dato che la stessa società nasce da investimenti e patti messi in campo dalla Regione Emilia Romagna.
Per questo pretendiamo da Trenitalia di tornare al tavolo, di rispettare gli impegni già sottoscritti in sede istituzionale presentando un piano industriale credibile e condiviso con azioni concrete insieme a TrenitaliaTper, al fine di garantire la continuità produttiva e occupazionale di entrambi i siti.
Non permetteremo che la manutenzione dei treni pagati dai cittadini dell’Emilia-Romagna venga smantellata e trasferita altrove.
Se non si avranno risposte certe sul futuro delle due officine in tempi ragionevoli, le segreterie regionali proseguiranno la mobilitazione, in tutte le sedi e con tutti gli strumenti necessari, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e della qualità del servizio ferroviario regionale.
Le Segreterie Regionali dell’Emilia-Romagna
FILT-CGIL FIT-CISL UILTRASPORTI

