Dichiarazione del segretario generale UIl ER, Marcello Borghetti su evasione fiscale
La lotta all’evasione fiscale deve tornare al centro delle politiche fiscali, nazionali e locali. Non è accettabile continuare a chiedere risorse a lavoratori e pensionati che le tasse le pagano fino all’ultimo euro senza mettere in campo con la stessa determinazione tutti gli strumenti per recuperare ciò che viene evaso.
Lo confermano i dati dello studio realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della UIL, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, sulla base dei dati del Ministero dell’Interno relativi alla partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento e recupero dell’evasione fiscale.
Nel 2025 ai Comuni italiani sono stati riconosciuti appena 2,5 milioni di euro per le riscossioni effettuate nel 2024. Siamo quindi all0 0,02 % di quanto potenzialmente recuperabile. L’Emilia-Romagna, con 362.470 euro, è la terza regione d’Italia dopo Lombardia e Liguria: un risultato estremamente limitato rispetto alle potenzialità del contrasto all’evasione.
Per la UIL Emilia-Romagna non si può continuare a far fronte alle necessità dei bilanci ricorrendo a nuova tassazione o chiedendo continuamente maggiori risorse a livello nazionale, senza dimostrare, allo stesso tempo, di utilizzare fino in fondo gli strumenti disponibili per recuperare l’evasione fiscale anche nei territori. Per questo servono uffici tributi adeguati, professionalità, digitalizzazione e una maggiore collaborazione con l’Agenzia delle Entrate. Ogni euro evaso e non recuperato produce, infatti, una distorsione a danno di chi paga regolarmente le tasse.
Chiediamo quindi che il recupero dell’evasione diventi una priorità delle politiche fiscali territoriali e che le maggiori risorse recuperate possano essere utilizzate per sostenere servizi e welfare, ma soprattutto agendo con decisione per ridurre la pressione fiscale su lavoratrici, lavoratori e pensionati, a partire dalle addizionali comunali e regionali IRPEF. Una scelta che consentirebbe anche un’efficace azione di recupero del potere d’acquisto dei redditi, in una fase particolarmente difficile.
Prima di aumentare le tasse a chi già le paga, bisogna recuperare quelle che oggi vengono evase. È una questione di equità fiscale e di giustizia sociale.

