Un gravissimo episodio si è verificato nella giornata di Ferragosto all’interno della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna, dove un detenuto ristretto presso il Reparto H, collocato in quella sezione per esigenze connesse all’ordine e alla sicurezza, ha appiccato un incendio all’interno della propria camera detentiva.
A rendere ancora più drammatica la situazione è stata la segnalazione del mancato funzionamento degli idranti presenti nel reparto, proprio nel momento in cui il personale di Polizia Penitenziaria era chiamato a fronteggiare l’emergenza.
“È inaccettabile che in un carcere, nel momento in cui divampa un incendio, gli operatori non possano contare sul regolare funzionamento degli impianti antincendio – denuncia Domenico Maldarizzi, Segretario nazionale della UIL FP Polizia Penitenziaria –. Ancora una volta i nostri poliziotti sono stati costretti a mettere a rischio la propria incolumità per sopperire a carenze che non possono essere scaricate sulle spalle di chi lavora quotidianamente in prima linea”.
La situazione è stata ulteriormente aggravata dal comportamento del detenuto che, durante l’intervento, avrebbe scagliato contro gli operatori pezzi di ceramica, rendendo estremamente difficile l’avvicinamento e aumentando il rischio di lesioni.
“Se oggi non stiamo parlando di una tragedia è anche grazie alla professionalità, al sangue freddo e al senso del dovere dimostrati dall’Ispettore di Sorveglianza e da tutto il personale intervenuto – prosegue Maldarizzi –. Gli operatori, con una complessa attività di mediazione, sono riusciti a convincere il detenuto ad aprire il blindato e, non potendo utilizzare gli idranti, hanno dovuto spegnere l’incendio con semplici secchi d’acqua”.
Per il Segretario nazionale della UIL FP Polizia Penitenziaria, non è più possibile considerare episodi di questo tipo come semplici emergenze operative.
“Il problema è strutturale. Non possiamo continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di fare miracoli, affrontando sovraffollamento, carenza di personale, aggressioni, incendi ed emergenze con strumenti e condizioni di sicurezza inadeguati. Il coraggio dei nostri operatori non può diventare l’alibi per non intervenire sulle criticità”.
La UIL FP Polizia Penitenziaria ha già chiesto alle autorità competenti una immediata ispezione tecnica presso l’istituto bolognese per verificare il funzionamento della rete degli idranti, l’efficienza dell’intero sistema antincendio, la funzionalità degli altri dispositivi di emergenza, le manutenzioni effettuate e le procedure previste per la gestione delle emergenze.
“Vogliamo sapere quando sono state effettuate le ultime verifiche, quali interventi di manutenzione sono stati eseguiti e, soprattutto, perché durante un incendio gli operatori non hanno potuto utilizzare gli idranti – afferma Maldarizzi –. Su questo pretendiamo risposte chiare e immediate”.
Il sindacato sottolinea inoltre le condizioni sempre più difficili in cui opera il personale della Casa Circondariale di Bologna, tra sovraffollamento, carenza di organico, aggressioni ed eventi critici.
“Il personale è stremato. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile prima di intervenire. La sicurezza dei poliziotti penitenziari e delle persone detenute deve essere una priorità assoluta e non può essere affidata all’improvvisazione – conclude Maldarizzi –. Alla professionalità dimostrata ancora una volta dai nostri uomini e dalle nostre donne deve corrispondere una risposta concreta dell’Amministrazione”.
La UIL FP Polizia Penitenziaria, infine, ha espresso il proprio apprezzamento per l’operato dell’Ispettore di Sorveglianza e di tutto il Personale intervenuto

