Dichiarazione del segretario generale Uil Emilia Romagna, Marcello Borghetti su deregolamentazione del settore dei servizi ambientali da parte della Regione ER
«Il 4 giugno scorso la Regione Emilia-Romagna ha convocato Legacoop, Confcooperative e Agci, insieme alle organizzazioni sindacali confederali e di categoria di UIL, Cgil e Cisl, per discutere nuovamente di un’intesa finalizzata all’armonizzazione contrattuale nel settore e negli appalti della raccolta dei rifiuti.
Un’iniziativa che riteniamo profondamente sbagliata e in contrasto con quanto previsto dal Protocollo Atersir del 22 aprile 2016, dal Codice dei Contratti Pubblici e dagli orientamenti giurisprudenziali che individuano nel CCNL dei Servizi Ambientali il contratto di riferimento del settore.
Per questo esprimiamo la nostra totale contrarietà all’impostazione sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna.
Da anni denunciamo come una parte rilevante delle attività del ciclo dei rifiuti venga svolta attraverso l’applicazione di contratti diversi da quello dei Servizi Ambientali, con trattamenti economici e normativi inferiori.
Lo abbiamo ribadito anche al nostro recente congresso regionale della Uil che non accetteremo più situazioni di dumping contrattuale nella nostra Regione.
Di fronte a questa situazione ci saremmo quindi aspettati una posizione chiara per superare tali distorsioni. Al contrario, la Regione continua a promuovere percorsi che rischiano di renderle strutturali.
È una scelta che di fatto sancisce la legittimazione del dumping contrattuale.
Quando attività analoghe vengono svolte con contratti differenti e con costi del lavoro inferiori, il vantaggio competitivo non nasce dall’innovazione o dalla qualità del servizio, ma dalla riduzione del valore del lavoro.
Per questo chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di chiarire se intenda contrastare il dumping contrattuale oppure continuare a ricercare soluzioni che ne consentano la permanenza sotto forme diverse.
Per la UIL la strada è una sola: piena applicazione del CCNL dei Servizi Ambientali in tutte le attività che rientrano nel perimetro del settore e superamento di ogni scorciatoia utilizzata per comprimere il costo del lavoro.
Non accetteremo che il confronto istituzionale venga utilizzato per costruire escamotage finalizzati a mantenere condizioni di dumping contrattuale tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni all’interno dello stesso servizio pubblico. Né accetteremo che si tenti di scaricare sui cittadini i costi derivanti dal rispetto dei contratti e dei diritti dei lavoratori. Per la UIL il problema non è il costo del lavoro, ma l’efficientamento del sistema.
La UIL Emilia-Romagna è pronta ad attivarsi in tutte le sedi opportune per contrastare ogni forma di dumping contrattuale e difendere la corretta applicazione dei contratti, la dignità del lavoro e la legalità nel sistema degli appalti pubblici».

