Venerdì 11 settembre 2026 è stata definita l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo regionale di lavoro dell’Area Meccanica dell’Emilia-Romagna, con validità dall’1 gennaio 2025 al 31 dicembre 2028.
Il Contratto Regionale Artigiani Metalmeccanico interessa in Emilia-Romagna un totale di 54.298 lavoratori e lavoratrici, operanti nei settori della meccanica di produzione, installazione di impianti, autoriparazione e servizi, odontotecnica, oreficeria, argenteria e restauro dei beni culturali.
Questi numeri confermano il rilievo economico e occupazionale della meccanica artigiana per l’Emilia-Romagna e l’importanza di una contrattazione regionale capace di rispondere alle esigenze delle lavoratrici, dei lavoratori e dei diversi comparti produttivi.
L’intesa per la prima volta riordina, aggiorna, integra e consolida in un Testo Unico oltre cinquant’anni di contrattazione regionale e territoriale, riconoscendo piena dignità al lavoro artigiano.
Tra i principali risultati economici è prevista l’introduzione, dall’1 gennaio 2025, di un premio annuale di produttività variabile, i cui importi varieranno, in relazione al livello di inquadramento, da 273 a 522 euro per gli anni 2025 e 2026 e da 312 a 596 euro per gli anni 2027 e 2028. Nel caso in cui le aziende non fossero disponibili alla verifica sindacale degli indicatori, dovranno corrispondere un valore del premio maggiorazione del 50%.
Particolare attenzione è dedicata alla parità di genere, alla prevenzione delle molestie nei luoghi di lavoro, alla conciliazione tra vita e lavoro, alla genitorialità e al contrasto delle differenze retributive.
Sul versante delle tutele individuali vengono introdotte nuove possibilità per la cura dei familiari, per l’aggregazione dei periodi di ferie dei lavoratori migranti e per la richiesta di aspettativa non retribuita fino a tre mesi nell’arco di un triennio.
Per la prima volta viene disciplinato lo smart working, in un’ottica di regolamentazione delle nuove forme di organizzazione del lavoro.
Importanti novità riguardano la tutela della salute. Vengono estesi dal 2028 a tutti i comparti il pagamento dei primi tre giorni di malattia e periodi di conservazioni più lunghi rispetto a quanto previsto dal CCNL. Per le persone con disabilità certificata sono previsti periodi aggiuntivi di conservazione del posto. Per le lavoratrici e i lavoratori, così come per i genitori di figli minori, affetti da patologie oncologiche, invalidanti o croniche vengono garantire 10 ore annue retribuite al 100% per visite, esami e cure.
L’accordo, da ultimo, rafforza anche il sistema della bilateralità artigiana e le relazioni sindacali. Vengono potenziati i diritti di informazione e viene valorizzato il diritto di assemblea sindacale, troppo speso fino a oggi precluso alle lavoratrici e ai lavoratori delle azienda artigiane,.
In un contesto produttivo sempre più incerto, fondamentale è l’istituzione di un Osservatorio regionale per analizzare l’andamento dei settori, dell’occupazione, della formazione professionale, degli inquadramenti, dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e dei premi di produttività.
Nell’ottica del Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economica Sociale fondamentale è la conferma della tutela occupazionale, con l’impegno all’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili.
Ora la parola passerà alle lavoratrici e ai lavoratori, che saranno chiamati a votare l’ipotesi di accordo in una grande campagna di assemblee che si svolgeranno sul territorio regionale dal 21 settembre al 23 ottobre 2026.
FIM-CISL Emilia-Romagna
FIOM-CGIL Emilia-Romagna
UILM-UIL Emilia-Romagna

