All’unanimità, Laura Pagliara è stata riconfermata segretaria generale Uila Uil Emilia Romagna. La segretaria generale resterà in carica per il prossimo quadriennio e, nel suo lavoro, sarà affiancata dalla segreteria regionale formata da Alessandro Scarponi e Alessandro Mazza. tesoriere Ennio Rovatti.
L’elezione della segretaria generale Uila Uil ER è avvenuta nel corso dell’VIII congresso regionale che si è svolto a Ferrara alla presenza della segretaria generale Uila Uil, Enrica Mammuccari e del segretario generale Uil Emilia Romagna, Marcello Borghetti. Tra gli intervenuti, l’assessore al Lavoro della Regione Emilia Romagna, Giovanni Paglia.
«L’agroalimentare in Emilia Romagna – commenta la segretaria Uila Uil ER, Laura Pagliara subito dopo aver ringraziato chi l’ha eletta – è un asset fondamentale dell’economia regionale, leva di sviluppo economico e presidio del territorio dove vantiamo la presenza di grandi gruppi dell’industria alimentare, importanti realtà cooperative, un’agricoltura produttiva e filiere strategiche come il comparto del pomodoro da industria, le conserve animali e l’ortofrutta, il settore lattiero-caseario e il vitivinicolo, il settore avicolo, la pesca. Un settore da circa 37 miliardi di euro, di cui oltre 10 miliardi destinati all’export, 44 produzioni Dop e Igp, 130.000 addetti tra agricoltura ed industria. L’agroalimentare è un pilastro fondamentale dell’economia dell’Emilia-Romagna nel mondo.
In questo ambito la Uila Uil ER è ben radicata su tutto il territorio: registriamo una tendenza positiva come numero di iscritti e ottimi risultati nelle elezioni delle Rsu.
Sono tempi difficili in cui, da un lato, le aziende puntano alla riduzione dei costi, spesso utilizzando come leva competitiva quella di tenere a freno le retribuzioni o comprimere i diritti, dall’altro la politica dell’austerity esaspera le fragilità e impedisce crescita e sviluppo. Noi pensiamo che sia essenziale rimettere al centro del dibattito politico il lavoro dignitoso e sicuro: quel lavoro che premia la professionalità e l’esperienza dei lavoratori e che tutela la dignità delle persone che rendono possibile il miracolo del Made in Italy.
Molte le sfide sul tavolo da perseguire con la contrattazione. Ma non solo. Basti pensare ai cambiamenti climatici. Con la Regione ER siamo già al lavoro per definire le misure dirette a mitigare gli effetti del caldo estremo sui lavoratori, ma la gestione dell’emergenza non basta.
Bisogna individuare in maniera organica e strutturale un sistema di ammortizzatori sociali che garantisca le necessarie tutele assistenziali e previdenziali a tutti i lavoratori agricoli e che copra in caso di riduzione dell’attività lavorativa giornaliera per eventi climatici avversi.
Sul tema del caporalato, un’esperienza importante è quella promossa a Ferrara da associazioni sindacali e datoriali in sinergia con le istituzioni e che ha portato all’apertura di uno Sportello decentrato dell’Agenzia del lavoro dell’Emilia-Romagna, per favorire l’incontro tra domanda e offerta lavorativa, in un contesto di legalità e rispetto della dignità umana.
La contrattazione e il sistema della bilateralità che abbiamo costruito nel settore alimentare, attraverso solide e produttive relazioni sindacali, sono strumenti che consentono di dare risposte concrete a chi rappresentiamo.
Il Made in Italy agroalimentare è ricchezza per l’Emilia Romagna: bisogna garantire una adeguata remunerazione lungo tutta la filiera, iniziando dai lavoratori che assicurano produzioni d’eccellenza e meritano un lavoro sicuro, stabile e retribuito dignitosamente. Bisogna inoltre affrontare la nuova sfide dell’intelligenza artificiale per ridisegnare competenze e professionalità, senza perdere occupazione.
Infine, l’obiettivo “Zero morti sul lavoro” che la Uil porta avanti da tempo con determinazione è un obiettivo di civiltà: bisogna intervenire con più determinazione su prevenzione e formazione e implementare i controlli, per diffondere una vera cultura della sicurezza che assicuri ad ogni lavoratrice e lavoratore di rientrare a casa dopo una giornata di lavoro».

