Nella giornata di venerdì 12 giugno le Lavoratrici e i Lavoratori del Gruppo Bonfiglioli hanno incrociato le braccia insieme alle lavoratrici e ai lavoratori dell’appalto Bcube, con una adesione elevatissima in tutti gli stabilimenti di Bologna, Forlì, Milano e Trento.
Questa vertenza parla a tutto il sistema imprenditoriale e istituzionale, perché l’impresa prova a scardinare un modello per sostituirlo con un altro di stampo autoritario secondo il quale investimenti e innovazione possono legittimamente portarsi dietro licenziamenti, scaricandosi senza alcun problema sull’anello finale dell’appalto; la posizione aziendale è tesa ad evitare il confronto sindacale e a prevalere sono le decisioni unilaterali.
A questo modello è necessario opporsi, perché in un contesto economico e sociale in costante declino non c’è spazio per un sistema imprenditoriale che calpesta i diritti della lavoratrici e dei lavoratori e il ruolo delle Organizzazioni Sindacali.
Questo il motivo profondo che ha spinto le persone che lavorano in Bonfiglioli a unirsi alla protesta dei colleghi e delle colleghe di Bologna, anche per non determinare un pericoloso precedente per tutte e tutti, in un momento anche di avvio della contrattazione per il rinnovo del contratto integrativo aziendale di gruppo.
Bonfiglioli, visto anche l’importante ruolo all’interno dell’organizzazione di rappresentanza imprenditoriale, deve riaprire un tavolo di confronto sindacale per trovare soluzioni contrattuali a tutela dell’occupazione, rispettando gli accordi sottoscritti e garantendo un modello produttivo che non faccia della disoccupazione il suo nefasto risultato.
La FIOM e la UILM sosterranno ogni iniziativa di mobilitazione e legale che dovessero essere ulteriormente intraprese, con l’obiettivo dichiarato di ripristinare quel sistema di relazioni sindacali di cui i territori hanno bisogno per il presente e per il futuro.

