Per acclamazione e alla presenza del segretario generale Uil Pensionati Carmelo Barbagallo, Daniela Brandino è stata eletta segretaria Uil Pensionati Emilia Romagna. La neo segretaria – che resterà in carica per i prossimi quattro anni – succede a Rosanna Benazzi.
Entrano in segreteria: Francesca Arena, Massimo Monti, Nazario Sintini e Mauro Chiarini
Ravennate, Daniela Brandino è entrata in Uil come operatrice del Caf. Dopodiché, per 23 anni, è stata impegnata nel Patronato Ital. Dal 2014, è segretaria generale della Uil Pensionati di Ravenna, incarico lasciato per diventare segretaria Uil Pensionati Emilia Romagna. In questi anni le sono stati affidati incarichi sia dalla Uil di Ravenna sia dalla Uil Emilia Romagna. In particolare, la neo segretaria ha lavorato sulle tematiche connesse all’ambito socio-sanitario e alle pari opportunità.
L’elezione della nuova segretaria è avvenuta al termine del XIII congresso della Uil Pensionati Emilia Romagna che l’1 e il 2 aprile ha riunito, a Riccione, oltre 100 delegati emiliano- romagnoli che si sono confrontati sul tema ‘Continuità e cambiamento insieme per il domani’.
Durante la due giorni, al tavolo si sono succeduti l’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti; la sindaca di Riccione, Daniela Angelini; il segretario generale Uil Emilia Romagna, Marcello Borghetti. A chiudere i lavori, è stato il segretario generale Uil Pensionati, Carmelo Barbagallo.
«Il filo conduttore del nostro congresso ‘Continuità e cambiamento insieme per il domani’ – commenta la segretaria della Uil Pensionati Emilia Romagna, Daniela Brandino dopo l’elezione – è molto di più di uno slogan, è un modo di essere sindacato. Ed è stato scelto anche per la sua attualità alla luce della complessa fase storica che stiamo vivendo. Disuguaglianze, fragilità, insicurezza sociale e indebolimento della coesione sociale stanno minando le fondamenta della nostra società. Il cambiamento, per noi della Uil Pensionati, rappresenta, quindi, il coraggio di saper leggere il momento che stiamo vivendo. Essendo ben consapevoli che anche l’Emilia Romagna mostra i segni di una trasformazione profonda. La via Emilia non è immune da fragilità, solitudine crescente e disuguaglianze che ne stanno incidendo il tessuto sociale.
Questo è il tempo delle scelte. Non dobbiamo aver aver paura dell’innovazione. Siamo consapevoli della nostra capacità nel saper costruire nuove alleanze e soprattutto nel riuscire a parlare anche con chi ora non si sente rappresentato da nessuno.
La continuità è la nostra radice; il cambiamento è il nostro futuro, il nostro camminare. Insieme perché da soli non si va da nessuna parte.
Nel Paese in cui viviamo, dobbiamo registrare, purtroppo, ancora troppe ingiustizie: dall’evasione fiscale ad un potere d’acquisto di salari e pensioni sempre più contratto. A questo si aggiunge un sottofinanziamento della sanità pubblica e del welfare. Questo è un Paese in cui i diritti sono minati, indeboliti, mentre il divario tra cittadini e istituzioni si allarga sempre più.
Per noi, tutto ciò è inaccettabile. Urgono investimenti strutturali per garantire il diritto alla salute e alla cura, a partire dalle persone anziane e non autosufficienti.
Non è più rinviabile una completa attuazione della riforma sulla disabilità e della non autosufficienza. A cominciare dal progetto di vita affinché nessuno venga lasciato solo e le famiglie non siano più abbandonate a se stesse.
In Emilia Romagna riconosciamo i risultati raggiunti, ma siamo anche consapevoli che le sfide future, in primis l’invecchiamento della popolazione, impongano scelte coraggiose e un rafforzamento del sistema pubblico, superando logiche emergenziali e contrastando derive di privatizzazione.
La contrattazione sociale a livello territoriale resta, per noi, uno strumento fondamentale di partecipazione e di mutamento concreto. Va rilanciata con forza, va estesa e qualificata così da essere davvero incisiva sulle politiche locali e ridurre le disuguaglianze.
Rafforzeremo la nostra organizzazione per una maggiore partecipazione in un’ottica di lavoro di squadra e di crescita degli iscritti, nella consapevolezza che solo una comunità sindacale forte e coesa può essere davvero rappresentativa.
Fino a quando ci sarà una persona anziana che si sente sola, fragile o non ascoltata, il nostro impegno, il nostro lavoro non si esaurirà. ‘Continuità e cambiamento insieme per il domani’ è il nostro impegno, la nostra carta d’identità; una strada che percorreremo insieme».

