Per acclamazione, Marcello Borghetti è stato confermato alla guida della Uil Emilia Romagna dai 250 delegati regionali arrivati, al Dumbo in via Casarini (Bo), per il XIII Congresso regionale incentrato su ‘Lavoro e welfare di qualità: costruiamo insieme la società delle persone nell’era dell’Intelligenza artificiale’.
L’elezione è avvenuta alla presenza del segretario organizzativo Uil, Emanuele Ronzoni che, nella due giorni congressuale, si è alternato al segretario generale Uil, PierPaolo Bombardieri, intervenuto il primo giorno.
Il segretario generale Uil Emilia Romagna, Marcello Borghetti resterà in carica per il prossimo quadriennio 2026-2030 e nel suo lavoro sarà affiancato dalla segreteria regionale formata da Roberto Rinaldi, Massimo Zanirato, Elisa Sambataro, Manuel Michelacci, Michele Bertaccini, Isabella Ciotti e Gianluca Manzi. Tesoriere Luigi Foschi
«La Uil Emilia Romagna del XIII Congresso è un sindacato in crescita: nel 2025 gli iscritti sono 150 mila, registrando un incremento di 5mila adesioni in più rispetto al 2024 – ha commentato il segretario generale UIL ER, Marcello Borghetti dopo aver ringraziato i delegati -. Questi non sono numeri sterili, ma lavoratori e pensionati che, ogni giorno, ci consegnano la loro fiducia, confermando così il nostro radicamento grazie alle nostre sedi e a servizi.
Abbiamo scelto come spunto di riflessione del congresso la qualità del lavoro perché la quantità del lavoro non è più condizione sufficiente a creare un’occupazione stabile, ben retribuita e capace di restituire potere d’acquisto alle persone.
Per questo è importante rafforzare la contrattazione collettiva nazionale, potenziare la contrattazione integrativa e perseguire politiche di detassazione degli aumenti contrattuali. Oltre a contrastare il dumping contrattuale e i contratti pirata che, in Emilia Romagna, vengono siglati nel pubblico e nel sistema sociosanitario accreditato.
Secondo una nostra analisi, nel 2025, in Emilia Romagna, oltre l’80% delle nuove attivazioni lavorative vede forme contrattuali precarie, alimentando così lavoro povero e instabilità sociale soprattutto tra i giovani. Ciò va impedito.
Alla luce della campagna nazionale “Zero Morti sul Lavoro”, è nostro dovere difendere la vita delle persone che sui luoghi di lavoro non può e non deve venire prima del profitto. E’ urgente potenziare più controlli e sanzioni, ma anche rafforzare la prevenzione e i servizi Spsal delle Aziende sanitarie, oltre ad escludere dagli appalti delle imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza.
Occorrono vere politiche industriali ed energetiche per governare le trasformazioni produttive, impedendo delocalizzazioni e ristrutturazioni basate solo sui licenziamenti, come nel caso dell’Electrolux. Per questo le risorse pubbliche assegnate alle imprese devono essere vincolate a occupazione, sicurezza, qualità del lavoro e responsabilità sociale.
Grande attenzione va riservata anche alla robotica e all’intelligenza artificiale: innovazione e produttività devono tradursi in maggiore benessere sociale, redistribuzione della ricchezza e miglior equilibrio tra tempi di vita e lavoro, aprendo anche una riflessione sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
Netta opposizione all’aumento della tassazione locale e regionale. Per contro, va alleggerita la pressione fiscale, ridotte le addizionali regionali e comunali, contrastata l’evasione fiscale e razionalizzati gli apparati pubblici, riducendo sprechi e duplicazioni. E soprattutto bisogna aprire una discussione sui dividendi delle multiutility, chiedendo che una parte delle risorse, distribuite ai Comuni, venga restituita ai cittadini attraverso riduzioni tariffarie e sostegno sociale.
Sulla sanità pubblica regionale, la nostra valutazione è dura: urge una profonda riorganizzazione del sistema. Inoltre è inaccettabile tagliare posti letto per consentire il recupero ferie al personale, contrapponendo il diritto alle cure ai diritti dei lavoratori.
Sul piano infrastrutturale, serve una strategia regionale condivisa per potenziare collegamenti stradali, ferroviari e alta velocità, superando divisioni e polemiche che rischiano di rallentare opere considerate strategiche per lo sviluppo e la mobilità regionale, come insegna la vicenda del Passante di Bologna. Insistiamo per una società unica regionale del trasporto pubblico locale per una migliore gestione del servizio, a favore di utenti senza andarli a colpire con aumenti dei costi dei biglietti.
Sul gas siamo stati chiari: l’Italia deve utilizzare meglio le proprie risorse energetiche, aumentando l’estrazione nei siti già esistenti, come Ravenna, per aiutare famiglie e imprese, affrontando il costo delle bollette e sostenendo il lavoro. Il gas deve accompagnare la transizione energetica e andare alle aziende che non licenziano e non fanno cassa integrazione.
In conclusione, continueremo a essere un sindacato autonomo, riformista e vicino alle persone capace di rappresentare il disagio sociale e di avanzare proposte concrete per costruire una società più giusta, fondata sul lavoro di qualità, sulla coesione sociale e sulla dignità delle persone».

