«È positivo che anche il dibattito pubblico inizi finalmente a parlare di salari, costo della vita e redistribuzione della ricchezza – commenta il segretario generale Uil Emilia Romagna, Marcello Borghetti -. Ma oggi non basta. Continuare a leggere il mercato del lavoro partendo solo dal basso tasso di disoccupazione significa raccontarne una parte, ignorando quella che pesa ogni giorno sulla vita delle persone.
Lo studio della UIL Emilia-Romagna racconta una realtà diversa. Oltre l’80% delle nuove attivazioni di rapporti di lavoro avviene con forme contrattuali precarie e quasi un contratto su tre dura meno di trenta giorni. Questo significa che il precariato non è più un fenomeno marginale.
È diventato il principale produttore di povertà e diseguaglianze nella nostra regione.
Il lavoro non è dignitoso solo perché esiste. È dignitoso quando permette alle persone di vivere. E oggi, per troppi giovani, troppe donne e troppe famiglie, questo non accade.
Il precariato significa redditi insufficienti, difficoltà ad accedere a una casa, impossibilità di programmare il futuro, giovani costretti a rinviare l’autonomia e famiglie sempre più fragili. Se un figlio o una figlia vivono di contratti di poche settimane, quella precarietà non riguarda più una sola persona: diventa la precarietà di un’intera famiglia.
Per questo non basta parlare di redistribuzione della ricchezza. Se continuiamo a produrre occupazione prevalentemente precaria continueremo a redistribuire povertà, non benessere.
Da troppo tempo una parte del sistema produttivo sceglie di competere comprimendo il costo del lavoro invece di investire in innovazione, qualità, professionalità e buona contrattazione. E troppo spesso la politica si limita ad amministrarne gli effetti, rincorrendo il disagio con misure parziali sul welfare e aumentando tasse e tariffe locali, invece di rimuoverne le cause.
La politica deve smettere di rifugiarsi nelle narrazioni di comodo e affrontare il Paese reale.
La UIL Emilia-Romagna, attraverso il suo segretario generale Marcello Borghetti, chiede un nuovo Patto per il Lavoro che metta al centro la qualità dell’occupazione: contrasto al precariato, lotta ai contratti pirata, sostegno alla contrattazione collettiva rappresentativa, politiche industriali capaci di creare lavoro stabile e sicuro, rilancio dei redditi, del welfare e una vera giustizia fiscale che restituisca potere d’acquisto a lavoratrici, lavoratori e pensionati, abbattendo tasse e tariffe.
È il percorso che abbiamo indicato al Congresso regionale della UIL Emilia-Romagna e che il Congresso nazionale, con la riconferma di Pierpaolo Bombardieri alla guida della Uil, ha rilanciato con forza.
Una regione moderna non si misura soltanto dal numero degli occupati. Si misura dalla capacità di garantire lavoro stabile, redditi dignitosi e una prospettiva di vita alle persone.

