La UIL FP Polizia Penitenziaria effettuerà nella giornata di mercoledì 17 giugno una visita istituzionale presso la Casa Circondariale di Modena al fine di verificare direttamente le condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria e la situazione detentiva dell’istituto.
Alla delegazione sindacale parteciperanno, oltre ai rappresentanti locali e regionali della UIL anche il Segretario Generale della Uil FP Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio e il Segretario Nazionale Domenico Maldarizzi.
La visita si svolge in un contesto particolarmente critico, caratterizzato da una grave carenza di personale che costringe gli appartenenti al Corpo a sostenere carichi di lavoro sempre più gravosi e a effettuare un elevato numero di ore di straordinario. Parallelamente, l’istituto ospita 517 persone detenute a fronte di una capienza regolamentare di 372 posti, con un indice di sovraffollamento che supera ampiamente i limiti di sostenibilità.
«La situazione della Casa Circondariale di Modena rappresenta in maniera emblematica le difficoltà che stanno attraversando gli istituti penitenziari italiani», dichiara il Segretario Nazionale della UIL FP Polizia Penitenziaria, Domenico Maldarizzi. «Parliamo di condizioni che non sono più sostenibili né per le persone detenute né per il personale di Polizia Penitenziaria. Da una parte vi è un sovraffollamento che compromette la dignità della detenzione e alimenta tensioni e disagio; dall’altra vi sono lavoratrici e lavoratori costretti quotidianamente a operare in condizioni di forte pressione, con organici insufficienti e con responsabilità sempre maggiori».
«La Polizia Penitenziaria garantisce ogni giorno sicurezza, legalità e tutela dei diritti all’interno degli istituti penitenziari, ma non può continuare a farlo senza adeguate risorse umane e strutturali. È necessario un intervento urgente dell’Amministrazione e della politica affinché vengano rafforzati gli organici e create condizioni di lavoro dignitose e sicure», prosegue Maldarizzi.
Il Segretario Nazionale richiama inoltre i principi costituzionali che regolano l’esecuzione della pena: «L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Questo principio non può restare una semplice enunciazione. Un carcere sovraffollato, privo di sufficienti opportunità trattamentali e formative, rischia di trasformarsi in un luogo di mera custodia. Quando una persona esce dal carcere senza aver compiuto un reale percorso di crescita e senza strumenti per reinserirsi nella società, il fallimento non riguarda soltanto il singolo individuo ma l’intero sistema».
«La visita del 17 giugno servirà ad ascoltare il personale, verificare le criticità esistenti e avanzare proposte concrete affinché siano garantite sicurezza, dignità del lavoro e rispetto dei principi costituzionali che devono guidare l’esecuzione penale nel nostro Paese», conclude Maldarizzi.

